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CREVALCORE IN CARTOLINA

Brandelli della memoria, ritagli del cuore, frammenti dell'anima... le cartoline possiedono una forza di attrazione che fa di esse un ambìto e importante oggetto di collezionismo. Gli elementi cui il collezionista rivolge la propria attenzione per migliorare ed accrescere la raccolta sono la rarità, la serialità, le tematiche, le varianti; spesso con questi criteri, uniti a una grande passione che si tramuta in disponibilità alla ricerca, egli riesce a formare nuclei di pezzi che si rivelano di notevole interesse per la storia locale sia perché le cartoline ritraggono luoghi di cui è spesso problematico il ritrovamento di altre testimonianze fotografiche, sia perché esse sono documento e testimonianza di gusto, di un modo di sentire l’immagine del paese e dei cambiamenti di tale modo di sentire.

La scelta delle 'vedute' è infatti in qualche modo arbitraria e parziale; ma si forma col tempo una tradizione che, seppur soggetta a qualche aggiornamento, tende a privilegiare certi punti di vista, certi luoghi 'deputati' che in tal modo vengono ripetuti nelle serie di cartoline successive fino ad identificarsi, nel sistema di riferimento degli abitanti, con l’immagine stessa del paese.

La cortesia del collezionista crevalcorese Fabrizio Bergonzoni mi ha consentito di riprodurre in questa sede un certo numero di pezzi, fra i più antichi della sua raccolta, per tentare la ricostruzione di quella vicenda di gusto, della formazione di un'iconografia crevalcorese attraverso le cartoline e delle ragioni che ne sono all'origine.

La serie più antica di cartoline crevalcoresi, stando a quanto e per ora noto, e costituita da due vedute stampate dalla tipografia C. Guerzoni e Figlio di S. Giovanni in Persiceto. I soggetti sono l’Ospedale Barberini e Via Malpighi; le riproduzioni sono ottenute con procedimento tipografico a retino, hanno angoli arrotondati e bordi imprecisi; entrambe recano la sigla del fotografo MTB (fig. 1 e 2).


1 Ospedale Barberini

  1. L'ospedale Barberini.

Solo la prima delle due cartoline è, come si dice in gergo amatoriale, viaggiata: impostata a Camposanto, è affrancata sul verso con due francobolli da un centesimo e presenta la scritta Cartolina Postale Italiana cancellata.

Come ben sanno i collezionisti, il valore di affrancatura previsto per le cartoline era inizialmente di 10 cent.mi, ma ben presto si scoprì che cancellando la scritta "Cartolina Postale" il cartoncino poteva essere considerato una semplice stampa e venire spedito con affrancatura di 2 cent.mi.

Il timbro postale reca la data 5 sett. 1901; sul recto compare un breve testo: "Baciami mamma e fratelli. Tua Teresina."

L'altra cartolina, che non è affrancata e non ha sul verso alcun indirizzo ma porta in calce, sul recto, la scritta, vergata a penna, "Teatro Sociale, 14 settembre 1901", si può ipotizzare che sia stata inviata in busta chiusa assieme a una lettera, da uno degli spettatori venuti ad assistere al Faust di Gounod, rappresentato a Crevalcore proprio nel settembre di quell'anno.

Entrambe le vedute sono nitide e sobrie. La presenza umana manca o è ridotta al minimo, in distanza. Nella veduta di via Malpighi si possono osservare i grandi teli che un tempo venivano collocati negli occhi dei portici e, giungendo fino in terra, creavano grandi corridoi d'ombra.


2 via malpighi
  2. Via Malpighi
3 via malpighi

Lorenzo Meletti, che ci ha conservato un altro esemplare di questa cartolina nella sua raccolta (Crevalcore, Mss. storici, biografici, annalistici e Raccolta di memorie, appunti, documenti originali, illustrazioni ecc., vol. 38, Ms. 24 della Biblioteca Comunale di Crevalcore), ritiene che questa sia la prima cartolina crevalcorese.

Dalla stessa tipografia persicetana furono stampate anche altre cartoline in cui la veduta è contornata da un motivo floreale. Le riproduzioni sono realizzate sempre con il procedimento del retino e hanno entrambe la sigla A.L.

La prima raffigura via Malpighi verso porta Modena, l’altra l’inaugurazione del monumento a Marcello Malpighi, avvenuta l’8 settembre 1897.

3. Via Malpighi  
4 inaugur malpighi

Non si è in grado per ora di stabilire con esattezza se queste due cartoline siano state realizzate in un tempo successivo a quelle descritte sopra; il tipo di grafica indurrebbe a crederlo. Si tratta di una grafica tipicamente liberty che a Bologna ebbe notevole successo a partire dal 1897 e fu interpretata da artisti di vaglia come Marcello Dudovich e Augusto Majani.

Una sola delle due cartoline (fig. 3) è viaggiata; affrancata con il valore da due centesimi ha il timbro di Crevalcore con la data 23/4/02.


4. Inaugurazione del monumento a M. Malpighi, 8 settembre 1897  

L'inaugurazione del monumento al grande scienziato M. Malpighi (fig. 4), scultura in bronzo di Enrico Barberi, fu un avvenimento di grande risonanza; sul palco innalzato davanti al Municipio presero posto senatori e deputati; intervenne l’On. Lorenzo Galimberti, sottosegretario di Stato alla Pubblica Istruzione, in rappresentanza del Governo; l’orazione celebrativa fu pronunciata da Enrico Panzacchi e l’intero corpo accademico dell’Università di Bologna presenziò la cerimonia. L'immagine ci restituisce il clima di partecipazione, fervore, concorso di pubblico con cui il paese visse l’evento.

Il tema malpighiano è quindi tra i primi ad essere trattato dalle cartoline. L'immagine del monumento che vediamo in un'altra cartolina dello stesso periodo (l’esemplare qui riprodotto, non viaggiato, porta la data, vergata a penna: 11 aprile 1904) e stata costantemente riproposta con poche varianti fino ai nostri giorni (fig. 5).


 5 malpighi
  5. Monumento a Marcello Malpighi
 6 porta e stazione

Di grande interesse è la cartolina contenente due vedute della Porta Ponente e della stazione ferroviaria, stampate a retino con inchiostro a parziale viraggio seppia, non solo perché la cartolina con diverse vedute è di concetto ancora ottocentesco e in questo caso si tratta di una cartolina assai pregevole dal punto di vista grafico; l’interesse di questo esemplare è dovuto al fatto che essa fu spedita a Firenze da una delle partecipanti al Corso Scientifico Pedagogico del 1903. Il timbro postale porta la data 13/8/03 e sul recto compare la scritta a penna: "Corso Scientifico Pedagogico. Bacioni. Elena Grazzini", oltre alle scritte esplicative: "f(uori) porta" accanto a Stazione di Crevalcore e "p(orta) Bologna" accanto a Porta Ponente; in realtà si tratta di porta Modena e l’indicazione erronea rivela la scarsa familiarità del mittente con la geografia crevalcorese (Sul corso scientifico pedagogico del 1903 si veda il saggio di Mario Gandini: Ugo Pizzoli medico psicologo e pedagogista in Strada Maestra n. 19, secondo semestre 1985, pp. 75 segg.).


6. Porta ponente e stazione ferroviaria  
 

Realizzata con particolare cura è la serie di cartoline in fotocollotipia dell'editore T.G. La collezione Bergonzoni ne conserva tre esemplari con numero di serie in successione, ma non è noto se la consistenza della serie si limiti a tre cartoline.

La serie è stata verosimilmente stampata nel 1903; tale è la data del timbro postale delle prime due cartoline, raffiguranti la Porta Ponente (dall'interno del paese) (fig. 7) e il Viale Umberto I e Porta Levante (fig. 8), mentre la terza, raffigurante l’Ospedale Barberini è timbrata 1906 (fig. 9).

Lungo il viale Umberto I° - che doveva essere di recentissima intitolazione, poiché il re, come è noto, era perito nell'attentato di Monza del 29 luglio 1900 - ora viale della Pace, affiancato da tigli in doppia fila, è visibile in primo piano un interessante esemplare di lampione in ghisa mentre sul lato destro appaiono cumuli probabilmente di ciottoli da pavimentazione.

Mentre nulla è praticamente mutato oggi rispetto a ciò che si vede nell'immagine della Porta Ponente (fig. 7) solo la pavimentazione stradale, ora a cubetti di porfido anziché a ciottoli, è diversa (ma in verità non si può senza qualche commozione traguardare al di là dell'arco ogivale un viale di pioppi cipressini svettanti), sensibilmente diverse sono le condizioni attuali dell'Ospedale Barberini.


 7 portamodena
  7. Porta ponente vista dalla piazza
 8 viale stazione  

L'ospedale, trasformato e accorciato nella parte sinistra, è oggi, si può dire, incassato fra altri edifici e non più isolato e contornato all'esterno dal verde e dai prati come appare in fig. 9. E sono naturalmente scomparsi anche i due muretti, già spallette di un ponte in pietra sulla fossa, e i fittoni in arenaria ai lati della strada di ingresso al paese.

Tutte le cartoline sin qui descritte, ad eccezione delle prime due, sono riprodotte in piccolo in una cartolina-collage che si può far risalire al 1905 circa, la quale evidenzia, in campo nero, la scritta Ricordo e saluti da Crevalcore (fig. 10). Come risulta dal timbro e dal francobollo, l’esemplare riprodotto è viaggiato nel 1906, ma presenta ancora l’impaginazione del retro di vecchio tipo, con il solo indirizzo, mentre la firma del mittente è sul lato anteriore. Sia la grafica che la realizzazione sono in questo caso scadenti, mentre l’attenzione che le va riservata è in funzione soltanto della scelta operata dall'editore o, più probabilmente, dal committente, che ci resta ignoto.


 
8. Viale Umberto I e porta levante  

 9 osped barberini

 10 ricordo di crevalcore
9. L'Ospedale Barberini 10. vedute di Crevalcore

Non mi pare azzardato affermare che il committente, in questo caso, ha adottato un compromesso tra le cartoline che gli sembravano artisticamente più riuscite e quelle che riteneva più rappresentative. È degno di nota il fatto che, senza eccezioni, le vedute riprodotte in cartolina siano state riprese lungo un percorso rettilineo che va dalla Stazione ferroviaria alla Porta Ponente, e lungo questo percorso quasi tutte in direzione est-ovest, dal punto di vista che sarebbe apparso il più familiare ad un visitatore che fosse giunto in paese proveniente dalla stazione.

All'aspetto 'monumentale' del paese si dà scarso rilievo e d'altra parte si evita anche il 'quotidiano', il 'vissuto', la realtà prosaica, a vantaggio di un vedutismo di tonalità chiara, composto, del quale sono chiamati a partecipare anche le nuove realtà urbane come il monumento a Malpighi e la stazione ferroviaria, investite di un carattere 'turistico'.

Il percorso esclude cosi il Municipio, il teatro, la parrocchiale di S. Silvestro e il campanile. La parrocchiale, parzialmente demolita nel 1901 per far posto alla nuova chiesa di forme neogotiche progettata dall'ing. Luigi Gulli, era, nel periodo considerato, allo stato di rudere e quindi soggetto inadatto all'immagine di decoro urbano che si voleva fornire.

Questa condizione coinvolgeva anche il campanile (del quale pure si era progettato l’abbattimento) che in seguito diventerà invece uno dei soggetti preferiti per le cartoline crevalcoresi. L'aura di storicità che ammantava la torre campanaria farà in modo che essa sia presto recuperata come soggetto, ma non senza abbondanti ritocchi come testimonia la cartolina edita da Arturo Guerzoni messa in circolazione non prima del 1906 (come possiamo arguire dalla impaginazione del verso), della quale è nota anche la bozza fotografica ritoccata (fig. 11). La stampa è realizzata in fotocollotipia, ma è di qualità decisamente scadente; il taglio dell'immagine sembra preludere alle cartoline piuttosto sciatte che diverranno frequenti a partire dagli anni trenta. Ciononostante il campanile ha la forza di un simbolo e come tale parla al cuore e alla memoria.

 11 campanile
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pubblicato in: Strada Maestra, Quaderni della Biblioteca comunale “G. C. Croce”

di S. Giovanni in Persiceto,

22 (1° semestre 1987)

 11. Il campanile; a sinistra la vecchia chiesa di S. Silvestro in demolizione.

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